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13/09/2014
La Mortadella (20-21 settembre 2014 Mortadella,Please a Zola Predosa)
 

La Mortadella Bologna IGP è un prodotto di salumeria realizzato con carne di puro suino, finemente triturata, mescolata con lardo, leggermente aromatizzata con spezie, insaccata e cotta.

Dal luglio 1998, a livello europeo, la denominazione Mortadella Bologna è stata riconosciuta quale indicazione geografica protetta (IGP).

A seguito di questo riconoscimento, solo la Mortadella Bologna può fregiarsi del marchio IGP, mentre tutte le altre produzioni che non rientrano nelle regole del disciplinare, possono essere commercializzate come mortadella comune e in alcun modo posso usare la denominazione 'Bologna' o la dicitura 'IGP' sui prodotti venduti, anche se erroneamente nel linguaggio comune è uso indicare come 'Bologna' anche la comune mortadella.

 

L'origine del nome "mortadella" è tuttora fonte di dibattito, ma risalirebbe all'epoca dell'Impero Romano. Secondo alcuni deriverebbe da mortarium (mortaio), l'utensile usato per schiacciare la carne di maiale; condividerebbe quindi l'etimo con la mortandela trentina (salume niente affatto simile).

Altri ritengono invece che provenga da mortarum, una salsiccia aromatizzata con bacche di mirto, oppure da murtatum che significa, appunto, carne finemente tritata nel mortaio.

  

La mortadella è nata probabilmente nel I secolo e la sua produzione si è sviluppata in un'area compresa tra Emilia-Romagna e Lazio; tuttavia, per un periodo di tempo, questo salume entrò nell'oblio, ma ricomparve nel tardo Medioevo, dove veniva prodotto esclusivamente nella città di Bologna.

Le sue origini sono da ricercare nel territorio dell'antica Felsina etrusca e della Bononia dei Galli Boi, che vivevano in ambienti ricchi di boschi di querce che fornivano le ghiande, principale alimento dei maiali di allora, allevati allo stato brado o addomesticati.

 

Nel museo archeologico di Bologna è conservata la prima testimonianza della presenza di un produttore di mortadella: una stele di epoca romana imperiale raffigura sette maialetti condotti al pascolo e un mortaio con pestelle.

Si parla della mortadella già nei libri di cucina del Trecento, anche se è probabile che esistessero diversi tipi di mortadella confezionate con carni di vitello e di asino.

 

La fabbricazione e l'applicazione dei sigilli di garanzia era di competenza della Corporazione dei Salaroli, una delle più antiche di Bologna, che già nel 1376 aveva per stemma un mortaio con pestello.

 

Nel 1661 per regolare la produzione fu pubblicato un bando del cardinale Girolamo Farnese, cardinale legato di Bologna, che impediva la produzione di mortadella con carni diverse da quelle di maiale, anche perché tale reato provocava "in grave pregiudicio del Pubblico, e particolarmente della Dote che gode ab antiquo detta città di fabbricar Mortadelle d'isquisita perfettione". Questo provvedimento è considerato il primo provvedimento emanato al mondo a tutela di una specialità gastronomica.

Oggigiorno, le caratteristiche della mortadella sono stabilite dal Consorzio della Mortadella Bologna e approvate dall'Unione Europea.

  

La mortadella Bologna IGP, di puro suino, è un insaccato cotto, dalla forma cilindrica od ovale, di colore rosa e dal profumo intenso, leggermente speziato.

Per la sua preparazione vengono impiegati solo tagli pregiati (carne e lardelli di elevata qualità), triturati adeguatamente allo scopo di ottenere una pasta fine. Il sapore è pieno e ben equilibrato. Una volta tagliata, la superficie si presenta vellutata e di colore rosa vivo uniforme. La mortadella Bologna emana un profumo particolare e aromatico e il suo gusto è tipico e delicato.

 

La Mortadella è un prodotto estremamente versatile e utilizzato in diverse preparazioni. Può essere consumata affettata abbinata con il pane o tagliata a cubetti come antipasto.

La Mortadella è protagonista dei piatti della tradizione bolognese: è infatti un ingrediente del ripieno dei tortellini, frullata compone la "spuma di Mortadella", e nel Gran fritto alla Bolognese compare come ingrediente dello Stecco petroniano.

L'utilizzo della mortadella in cucina non si limita alle ricette della tradizione, ma è anche oggetto di ricette e interpretazioni più fantasiose.

 

Dal 2007, a fine settembre, a Zola Predosa, si tiene il Festival Internazionale della Mortadella, patria Bolognese della Mortadella IGP.

Nel 2013, a 6 anni dalla prima edizione del festival Zolesec'è stata la prima edizione "MortadellaBò", un evento annuale che viene abitualmente organizzato a fine estate dal Consorzio di Tutela della Mortadella Bologna IGP in Piazza Maggiore a Bologna, che coinvolge tutte le aziende consorziate produttrici, le istituzioni locali e le rappresentanze amministrative della città di Bologna.

 

Fonti:

Regolamento CE n.1549/1998

Enciclopedia Treccani

Sito "Turismo in pianura - Provincia di Bologna"

Consorzio Mortadella di Bologna IGP

 

(in alto a sinistra copia del bando del Cardinal Girolamo Farnese, datata 1661)

 

 

 

 

 
 
30/07/2014
Ah, se lo avessi saputo...
 

Almeno valutando fino ad ora, l'estate 2014 non è sembrata particolarmente vocata a lasciare traccia di sè, se non per un eccezionale grigiore. Sperando quindi in un agosto capace di regalare belle giornate estive (anche se credo che i "lamentoni metereologici" a quel punto si dispererebbero dell'eccessivo caldo e dell'insopportabile canicola) possiamo comunque guardare oltre e vedere cosa ci offre l'inizio dell'autunno, che sai mai possa sorprenderci positivamente dopo un'estate così così.


Poi è importante non farsi trovare impreparati e programmarsi per tempo per poi non dire la terribile frase :"Ah! Se lo avessi saputo!"


Ecco quindi un elenco di ciò che offrirà il nostro territorio in tema di musica e spettacolo, occasioni importanti di divertimento ed allegria da trascorrere assieme alle persone giuste. E casomai pretesto per chi ancora conosce poco Bologna e Provincia per immergersi in un weekend all'insegna della scoperta di un contesto italiano cha sa coinvolgere ed entusiasmare in ogni stagione dell'anno, presentando la propria arte, cultura e tradizione popolare anche attraverso kermesse di grande attrazione di pubblico come l'imperdibile MORTADELLA, PLEASE - Festival Internazionale  della Mortadella di Zola Predosa in programma il weekend del 19-20-21 settembre 2014.

 

Iniziamo la carrellata di eventi con le proposte dell'Unipol Arena.


30 ottobre 2014 ore 20:00, 31 ottobre 2014 ore 20:00, 1 novembre 2014 ore 20:00 e 2 novembre 2014 ore 17:00 sarà in scena Quidam - Cirque du Soleil.


Il 6 novembre 2014 farà tappa Cesare Cremonini con il suo "Logico Tour". Il ragazzo è cresciuto in maniera esponenziale e ripensare ai suoi esordi con i Luna Pop fa sorridere, ed ora, confermandosi artista vero a 360 gradi, prosegue con piena legittimità la grande tradizione dei Cantautori Bolognesi.


Un grande appuntamento internazionale è con Michael Bublè l'8 novembre 2014. "To be loved Tour" toccherà diverse date in Europa, facendo tappa anche all'Unipol Arena come unica data italiana. Grande Star internazionale, grande appuntamento, inutile aggiungere altro.


Domenica 9 novembre 2014 alle ore 21:00 appuntamento monumentale. Dopo gli straordinari successi nelle più importanti Capitali Europee tra cui Parigi, Praga, Berlino, Zurigo, Budapest e Vienna, Ennio Morricone torna ad esibirsi in Italia.
Il concerto, contenente i brani più famosi delle sterminata carriera musicale del Maestro, verrà eseguito da un'imponente formazione di orchestra e coro (170 elementi tra professori d'orchestra e coristi).


Il 15 novembre 2014 sarà il giorno di Claudio Baglioni ed il suo "Retour". Baglioni, il suo super-gruppo di 13 polistrumentisti, l'intera squadra di 90 carovanieri, ritornano sulla strada, con il pensiero guida di un tour che va incontro alla gente, dopo aver percorso già 6 mila chilometri, per 31 concerti e 90 ore di musica, in un eccezionale repertorio con tutti i più grandi successi e gli inediti dell'album "ConVoi".


Il 21 Novembre 2014 altra presenza di cui non occorre dire nient'altro oltre al nome dell'artista: Peter Gabriel. "Back to Front 2014". Ogni altra parola risulterebbe superflua, un gigante.


Novembre si chiude con il concerto dei Subsonica il 27, una bella e graditissima chiusura!

 

Un grande concerto avrà luogo allo Stadio Renato Dall'Ara: il Liga – Luciano Ligabue col Mondovisione Tour Stadi 2014 alle ore 21:30 di sabato 13 settembre 2014.

 

Mentre all'Arena John Strummer Parco Nord il 6 settembre 2014 alle ore 21:00 il ritorno di Caparezza.

 

Il grande Paolo Conte sarà al Teatro EuropAuditorium il 30 ottobre 2014, altra grande interprete sarà Noa al Teatro Duse il 28 ottobre 2014...

 

...e tanti, tanti altri appuntamenti, mi sono limitato a citarne solo alcuni.

 

Il Locomotiv Club, l'Estragon, Zona Roveri propongono band emergenti e di culto per amanti di generi specifici, così come sono ricchi i programmi dei teatri Duse, delle "Celebrazioni", del Teatro EuropAuditorium...inserisco qualche link di approfondimento a fondo pagina per avere un'idea più precisa e per poter visionare più dettagliatamente ogni programma.

 

Insomma, dico io, se non è una grande Estate, almeno prepariamoci per un grande Autunno!!!

 

(In alto a sinistra il Maestro Ennio Morricone e Peter Gabriel)

 

www.locomotivclub.it

www.estragon.it

www.zonaroveri.com

www.teatrodusebologna.it

www.teatrocelebrazioni.it

www.tcbo.it

www.auditoriumanzoni.it

www.teatroeuropa.it

www.unipolarena.it

 

 

 
 
14/05/2014
25 Maggio 2014 Cantine Aperte anche a Zola Predosa e sui Colli Bolognesi
 

Da che esiste questa giornata, Maggio che è già un mese fra i più belli dell'anno, ha acquisito un fascino ulteriore.

 

Girare per i colli in una bella giornata soleggiata e mite degustando il frutto che nasce dal Territorio stesso, attraverso il suo Ambiente speciale, la Cultura, la Storia e il Lavoro di chi possiede un'anima legata indissolubilmente alla Tradizione Locale non è solamente una piacevole giornata da vivere in compagnia, ma anche un importante arricchimento personale.

 

Oltre alla scoperta delle fasi e degli elementi tecnici che compongono la produzione stessa del Vino ed i suoi caratteri organolettici risultanti, oltre alla considerazione dei giusti abbinamenti col cibo, bersi un bicchiere sul luogo fisico in cui è nato ritengo sia in grado di raccontarti di quel posto e di quella gente più di qualsiasi altra forma di divulgazione.

Lungi da me l'idea di snobbare gli studi specifici, i romanzi e gli approfondimenti di sorta di cui non si potrebbe certo fare a meno, ma l'immersione dell'esperienza personale, come in tutti i campi dello scibile, diventa necessaria ai fini della comprensione.

 

E in tutti i campi del sapere, questa è una forma fra le più piacevoli in assoluto!

 

Alla salute!

 
 
17/01/2014
Essenza Cromatica - storia di un progetto di profumi e di colori.
 

"Siamo il frutto del nostro passato, siamo la vita stessa che ci è cresciuta dentro come il fusto di un albero con i colori, i profumi e le imperfezioni che i venti e le piogge hanno fissato per sempre sulla sua corteccia."
Romano Battaglia, Silenzio, 2005


A volte le cose nascono casualmente, altre volte sono fortemente volute, e questa è una storia che appartiene sicuramente a questa seconda categoria.


Una storia che parte da una Tesi di Laurea di una giovane studentessa.
La laureanda, una ragazza arrivata a Bologna dalla Sardegna in compagnia di idee ben chiare sul suo futuro, si propone di creare una linea di profumi che risponda a pieno titolo ad una teoria – fondata su ampia e documentata ricerca scientifica - basata sulla capacità di iterazione fra le diverse tipologie caratteriali, le diverse cromìe e i diversi profumi nel creare canali e collegamenti emozionali privilegiati e unici.

 

E' Roberta.
Una ragazza curiosa, attenta. Appassionata alle cose che piacciono a tutte le ragazze, l'estetica, i cosmetici, il "bello" nelle sue forme più disparate; ma non è sufficiente. Occorre dare un senso più profondo ed arrivare ad un grado di conoscenza più intimo e consapevole degli aspetti che si celano dietro alla realtà, a tutto ciò a cui non viene dato più peso perché ormai parte di noi e della nostra vita, alle scontate meraviglie entrate superficialmente nella sfera del "normale" come può capitare nella rutine giornaliera anche a fattori così preziosi come i profumi e i colori.

 

L'impegno di Roberta non è certo banale, lo studio si fonda su una esperienza scientifica composta da due sperimentazioni ripetute due volte e sviluppata da biologi, psicologi ed esperti del linguaggio del corpo.


La ricerca ha coinvolto un campione statistico di più di 6.000 individui in due momenti di prova differenti di oltre tremila unità l'una. Un campionamento molto esteso quindi. Ad ogni componente è stato sottoposto il test dei colori di Luscher e sono stati ricavati i profili caratteriale di riferimento di ognuno, creando la prima corrispondenza fra colore e personalità.

Successivamente, alle stesse persone coinvolte nella prima fase di ricerca, è stata fatta scegliere una fragranza tra dodici diverse, ognuna appartenente alle 12 famiglie olfattive esistenti secondo la classificazione proposta da Eugène Rimmel.


In entrambe le prove dei campionamenti acquisiti la corrispondenza colore-essenza-profilo caratteriale si è verificata nel 90% dei casi (87% sul primo campione e 91% sul secondo).

 

I risultati ottenuti sono andati al di là di ogni previsione.

 

È per questo motivo che nel 2008 i risultati dello sviluppo della Tesi di Roberta Murru basati sulle connessioni caratteriali con determinate essenze e colori vengono supportati tecnicamente dalla CVM Profumi S.r.l., e la linea "Essenza Cromatica" ne è il conseguente bel risultato.

 

CVM Profumi è una giovane Azienda di Bologna.

Mi piace condividere con voi quello che loro stessi dicono per presentarsi: innanzitutto perchè è un inno alla libertà e poi perché la loro è una produzione "all Made in Italy" (essenze, bottiglie, tappi, astucci, decorazioni, sono di provenienza e realizzazione esclusivamente Italiana). Serve coraggio per affrontare certe sfide che sostenute in un periodo particolare come il presente risultano ancor più dure.

 

"Creiamo e sviluppiamo prodotti che racchiudono nel loro essere la nostra missione, e che ci danno modo di diffondere quella che è l'anima della nostra impresa. Abbiamo intrapreso con coraggio e convinzione un percorso di produzione e distribuzione di prodotti a nostro marchio, con la consapevolezza che questa scelta implica un impegno superiore per chi
come noi non può contare sulla forza di un nome conosciuto.
Crediamo che le libere scelte siano possibili; scelte che sappiano proteggere da strumentalizzazioni e da rapporti che frequentemente assumono la forma di veri e propri ricatti economici. Vogliamo credere che chi condivide con noi questi pensieri possa, appoggiandoci, aiutarci a contrastare un sistema sempre meno competitivo, monopolistico e gestito dallo strapotere di pochi a danno finale del consumatore.
La nostra missione è dare ai giovani l'opportunità di esprimere le loro qualità attraverso la libera espressione e alla creatività.
Crediamo che l'impegno debba essere premiato perché pilastro fondante del nuovo reale sviluppo. Per questo abbiamo deciso di investire in idee nuove e originali che promuovano il nostro spirito autonomo e indipendente...."

 

Il nostro B&B Zola Piccola ha attivato una linea cortesia per i suoi graditi ospiti, quale scelta poteva fare se non quella della linea Essenza Cromatica di CVM Profumi? Per profondità del progetto, per la ricercatezza del prodotto e per una filosofia di fondo che condividiamo pienamente.
C'era un'idea del "Made in Italy" che cercheremo di non disperdere, ognuno nel proprio campo d'azione, ma assieme filosoficamente.


Noi per i nostri ospiti abbiamo scelto MUSK, il colore verde acqua (colore dell'estro e dell'entusiasmo) abbinato ad una fragranza ricercata ed esclusiva dedicata a chi si distingue per originalità.

(Foto in alto a sinistra con successivo dettaglio grafico del logo B&B Zola Piccola scelto per la linea.)

 

Per vedere le altre iterazioni fra le diverse tipologie di personalità e caratteri e le composizioni di essenze cromatiche vi invitiamo a cliccare sul banner stesso di Essenza Cromatica in alto a destra.


Buone Emozioni!

 
 
21/12/2013
Il presepe bolognese
 

In tutta Italia vi è un'antichissima rilevanza della tradizione presepiale, dalle affascinanti statue lignee di tradizione tirolese del Trentino alla ricca produzione artistica e popolare napoletana e del meridione passando dalla lontanissima tradizione dei presepi viventi delle regioni del centro Italia, ed in questo contesto il presepe bolognese può vantare una tradizione plurisecolare fra le più antiche della penisola.


Nella Basilica di Santo Stefano (o Complesso de "Le Sette Chiese") a Bologna è nato ed è stato conservato per lungo tempo un presepe risalente al XIII secolo, ritenuto uno dei più grandi d'Italia. Si tratta del più antico presepio conosciuto con statue scolpite a tutto tondo da tronchi di tiglio e di olmo.

Lo studio approfondito di Massimo Ferretti del 1981, successivo al primo grande restauro di Marisa e Otello Caprara, ha identificato che lo scultore delle statue è lo stesso Maestro del Crocifisso datato 1291 custodito nelle Collezioni d'Arte del Comune di Bologna. L'opera rimase senza coloritura fino al 1370, quando fu incaricato il pittore bolognese Simone dei Crocefissi che ne curò la ricca policromia e la doratura in stile gotico. Dal 2004, dopo i due restauri del 1981 e del 2000 che hanno riportato alla luce la splendida policromia originale, tutta l'opera è esposta nella Pinacoteca nazionale di Bologna.


L'intera provincia di Bologna è ricca di testimonianze di altissimo valore artistico della tradizione storica dei presepi, in assoluto il più antico nell'area provinciale è quello conservato, almeno dal 1560, presso la parrocchia di Capugnano, nel comune di Porretta Terme. Si tratta di un gruppo di figure di pregevole fattura, alte circa 60 cm, destinate presumibilmente ad un allestimento dell'interno di un'abitazione o di un piccolo oratorio.


A partire dal XVIII secolo, alla produzione artistica dedicata esclusivamente alla Chiesa e a committenti di prestigio si affiancò l'offerta delle botteghe artigiane, che realizzavano, per lo più con l'uso di stampi, figurine destinate ai presepi domestici.


Il presepe tradizionale e popolare di Bologna si distingue dalle altre tradizioni presepistiche popolari italiane per la realizzazione dei personaggi, scolpiti o modellati come corpi unici e completi, contrariamente ad altre scuole in cui la realizzazione delle tipiche figure rappresentanti la Natività sono statue o figurini con volto e mani in legno o ceramica, "vestiti" con abiti di stoffa.
Non vi è nel presepe bolognese un materiale prestabilito, l'utilizzo spazia dalla terracotta alla cartapesta, dal legno al gesso, a seconda delle capacità dell'artista o dell'artigiano, del metodo di produzione e della clientela a cui è destinata la figura.


La Fiera di Santa Lucia
Per la vendita di tali articoli venne istituita la Fiera di Santa Lucia, un mercato annuale che si teneva nel periodo attorno al 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, davanti alla chiesa intitolata alla Santa in Via Castiglione, attuale Aula Magna dell'Università di Bologna. Dopo l'arrivo delle truppe napoleoniche in città nel 1796, la fiera venne spostata sotto il portico della Chiesa di Santa Maria dei Servi, in Strada Maggiore, dove tuttora viene organizzata ogni anno nel periodo che precede il Natale.


Da oltre due secoli, quindi, per i bolognesi è una tradizione visitare la Fiera di Santa Lucia per acquistare statuine, casette, muschio, fondali, luci, addobbi natalizi e dolciumi e anche in questo 2013 le bancarelle saranno presenti fino al 26 dicembre, Santo Stefano, mentre gli stand di piante e fiori rimarranno aperte fino al 1 gennaio 2014.

 

La Meraviglia, il Dormiglione e la Curiosa.
Un'altra peculiarità del presepe bolognese è la presenza di due personaggi tipici, la Meraviglia e il Dormiglione. Successivamente a queste se ne è aggiunta un'altra: la Curiosa.


La Meraviglia, figura femminile, ha le braccia alzate e la bocca socchiusa in segno di stupore. Nelle diverse tradizioni italiane il ruolo della "Meraviglia" è affidato a figure maschili e pastorali, non ad una fanciulla come nel presepe bolognese. Solitamente la Meraviglia richiama una bellezza estetica molto simile a quella della Madonna e nonostante sia ovviamente meno centrale nella scena, la sua essenzialità viene comunque percepita immediatamente all'interno del complesso scenografico.


Il Dormiglione, invece, è un personaggio addormentato, spesso un pastore, che non si accorge di quanto gli sta accadendo intorno; per accentuare il suo isolamento, spesso la figurina è collocata ai margini, a volte dentro una grotta, attribuendogli difatto un importanza particolare.
Il Dormiglione è forse la figura più coinvolgente di tutta la cultura presepistica popolare bolognese.


Si hanno figure analoghe in altre parti d'Italia, ma ognuno possiede le proprie caratteristiche, sia estetiche che di contenuto: nel presepe napoletano il dormiente "Benino" è ritenuto il custode dell'intera scena della Natività; se Benino dovesse svegliarsi tutto scomparirebbe essendo frutto del suo sogno. Anche in Sicilia una figura simile si trova in Susi Pasturi. Il Dormiglione è una figura leggermente diversa ma analogamente centrale: solitamente rappresentato da un giovane pastore con cappello e grande borsa gialla, a volte su un'amaca e a volte semplicemente a terra è figura innocente e disinteressata. Nonostante lo sia per caso o per scelta, in quel momento è isolato dal contesto, e rappresenta un simbolo di anticonformismo in cui ognuno a suo modo si rispecchia, divenendo nella storia molto amato dalla cultura popolare bolognese.


Infine la Curiosa nasce molto più recentemente ma è diventata in poco tempo un personaggio importante; figura anch'essa femminile il cui intento rappresentativo è quello di essere particolarmente attenta nell'osservazione della scena non rimanendone però coinvolta.


Negli anni '50 ebbe inizio una sorta di "gara" per definire il presepe più bello di Bologna. Oltre alle Chiese partecipano ancora oggi Scuole, Caserme, Istituti, Ospedali, Condomini o singoli cittadini. Ed è da questa iniziativa che, probabilmente a causa del vasto numero di visitatori che si recano ad ammirare i diversi modelli proposti in giro per la Città, nasce un personaggio interno alla scena stessa che rappresenti proprio loro: gli amanti dell'osservazione delle statue, delle scenografie ossia dell'arte presepiale bolognese.

 

Una collezione di presepi tradizionali bolognesi è esposta permanentemente presso il Museo Davia Bargellini; altri presepi sono visibili tutto l'anno presso il Museo della Beata Vergine di San Luca e presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna. Durante il periodo natalizio, tra i più noti e visitati ci sono il presepe tradizionale meccanico della Basilica di San Francesco, in Piazza Malpighi, e la rassegna presepistica organizzata dall'Associazione Italiana Amici del Presepio presso la Chiesa di San Giovanni in Monte.


Per maggiori informazioni sui presepi di Bologna e passeggiate presepiali:
http://www.bolognawelcome.com/eventi/calendario-completo/params/Eventi_1806/ref/Presepi%20

 

A sinistra dall'alto: statue caratteristiche del presepe bolognese presenti al Museo Davia Bargellini, la Fiera di Santa Lucia lungo il portico di S.Maria dei Servi,  l'interno della Cripta-Basilica di Santo Stefano, un figurino rappresentante il Dormiglione

 
 
12/12/2013
Da Xenìa a B&B (Ospitante e Ospitato, ovvero analogamente...Ospiti).
 

Da Treccani.itl'enciclopedia italiana
òspite s. m. e f. [dal lat. hospes –pitis (con tutti e due i sign. fondamentali, in quanto la parola alludeva soprattutto ai reciproci doveri dell'ospitalità)].

 

Non è un caso che il sostantivo "ospite" (al contempo maschile e femminile) identifichi entrambe le figure dell'"ospitante" e dell'"ospitato", creando così una sorta di legame fra i soggetti coinvolti da questa sorta di rito antico e soprattutto stabilendo un'uguaglianza fra loro valorizzata dalla consapevolezza in tema di diritti, doveri e obblighi comportamentali di ognuno.


Nella Grecia Antica, culla della nostra Cultura Occidentale, l'ospite è assolutamente sacro. Xenìa (l'ospitalità) era prassi di grande rispetto reciproco per chi ne era coinvolto, un dovere morale molto sentito il cui rito si concludeva con il regalo d'addio da parte del padrone di casa. Motivi religiosi e necessità tecniche si univano in tali rapporti nati dal viaggio e dalla necessità di un alloggio lontano dal proprio; oltre alla Grecia si riscontrano approcci analoghi anche nelle tradizioni delle più antiche culture del pianeta.


Successivamente, attraverso l'altra grossa componente nella definizione della Cultura Occidentale quale l'impronta della Chiesa, l'ospitalità per il viandante o per il malato avrebbe fatto crescere strutture legate agli Ordini Ecclesiastici capaci di accogliere e ospitare, fino a che, attorno al XII secolo, nasce quella che possiamo definire l'ospitalità a pagamento, strettamente collegata all'intensificarsi del commercio e all'espansione dei mercati, in cui comincia a farsi largo la realtà che prevede di trovare un buon alloggio solamente offrendo una grossa cifra o un pegno - albori di quel sistema capitalistico che, piaccia o no, regola tutt'ora i rapporti nella società occidentale e non solo.


Il Bed and Breakfast (e la sua ormai famosa sigla B&B), è genericamente somma di tutti questi fattori, in particolare risulta essere l'istituzionalizzazione di una necessità diffusa nei secoli scorsi, quando sia per la scarsità dei collegamenti sia per l'assenza di rapidi mezzi di trasporto, i viandanti, in assenza di locande, chiedevano ospitalità presso case private.


(Da Bed-and-breakfast.it)
"Le prime vere e proprie strutture denominate bed and breakfast, hanno origine negli anni ‘20, in Irlanda quando le famiglie hanno pensato di sfruttare le stanze lasciate libere dai figli, i quali erano andati a cercare lavoro altrove.
E' proprio dal Regno Unito e dall'Irlanda, infatti, che deriva non solo il nome, ma anche il consolidamento di una formula che si è poi affermata a livello internazionale. Basti pensare alle insegne esposte all'esterno delle abitazioni inglesi, ovvero " BED AND BREAKFAST. TWO AND SIX" per descrivere i servizi offerti (letto e colazione) e le tariffe richieste (2,6 scellini) a coloro che cercavano un luogo dove pernottare.


Oramai, i tempi sono cambiati, i servizi offerti sono aumentati, i prezzi non sono più gli stessi e alla semplice insegna si sono sostituite guide, internet e vari canali di promozione (argomento che meriterebbe un approfondimento importante nelle sedi opportune...-ndr); nonostante ciò il bed and breakfast mantiene sempre la stessa concezione di un tempo: aprire la propria casa agli ospiti."


Questo è un concetto chiave per interpretare la vera anima e la "missione" di un B&B: per un Albergo, chi decide di soggiornare in una sua camera, è un "cliente". Viceversa per chi attiva un B&B, chi decide di soggiornare presso una sua camera, è un "ospite".


Questa differenza sembrerà banale, invece racchiude in sé tutte le enormi differenze che dividono queste due realtà molto spesso inserite e comprese erroneamente in un'unica voce, cioè quella di "strutture ricettive".


È importante sottolineare questa differenza per un motivo molto semplice: si può essere proprietari di un Hotel ubicato in continenti diversi dal proprio, delegando il personale a conoscere nei dettagli gli spazi di tale struttura e curandone solo gli aspetti economici, mentre il gestore di un B&B vive ed ha una relazione molto intima con la stessa struttura in cui soggiornano i suoi ospiti: è la sua casa.


Questo impone un atteggiamento differente da parte degli "ospiti" (con tutti e due i significati fondamentali, in quanto la parola allude ai reciproci doveri dell'ospitalità), le cui relazioni non sono più solo e semplicemente quelle legate all'erogazione di un servizio ad un cliente.
E come sempre, quando una qualsivoglia realtà dimostrandosi non solo un'immagine di cartolina propone i suoi contenuti alle abitudini della Società, arriva molto spesso anche a buoni risultati. Nel caso dei B&B il successo avuto negli ultimi anni è dimostrato dall'assorbimento di oltre il 20 % del flusso turistico totale.


Con il tempo i bed and breakfast sono divenute strutture vere e proprie e si sono diffuse accanto alle semplici case di abitazione anche case di prestigio in città o in ville di campagna, dando così inizio ad una diversificazione dell'offerta di soggiorno capace di attirare una categoria sempre più ampia di viaggiatori e ospiti all'interno del proprio circuito.
Nel nostro paese la nascita, lo sviluppo e la regolamentazione dei B&B è questione molto recente. Infatti, negli anni '50, quando il fenomeno inizia ad affermarsi in molti paesi, l'Italia ne rimane esclusa, mentre nel Nord Europa, negli States, in Australia la crescita dell'ospitalità nelle residenze cresce esponenzialmente.


In Italia i primi operatori di Bed & Breakfast sono stati stranieri e hanno iniziato la loro attività negli anni '90, senza però grande successo a causa forse di un vuoto legislativo in materia. E' solo nel 1997 che tale attività si afferma, principalmente per l'esigenza di fronteggiare il previsto aumento di flusso turistico in occasione del Giubileo, attraverso una formula semplice e flessibile, capace di integrare la ricettività extra - alberghiera senza eccessivi vincoli burocratici.
Il nostro impegno nel perseguire tale iniziativa è sempre molto forte, e ormai credo che possiamo definire le nostre strutture al livello delle realtà nordeuropee, non per tradizione (troppo più giovane il circuito italiano) ma per qualità e per quel senso particolare che accomuna noi attivisti dell'offrire letto e colazione di ogni latitudine nel sentirsi ospiti assieme ai nostri ospiti, nella ricerca ottimale del giusto equilibrio fra clima familiare e professionalità, necessaria privacy negli spazi e rapporti interpersonali di arricchimento comune.


Noi amiamo il nostro B&B semplicemente perché è la nostra Casa, e speriamo che voi abbiate sempre un bellissimo ricordo dei periodi passati assieme a chi, come noi, ama la propria Casa ed il proprio Territorio.

 
 
05/12/2013
Fiori (fuori) di zucca - Zola Piccola in TV
 

di Emanuele Martignoni

 

Fiori (fuori) di zucca diventato successivamente Sportacus, trasmesso da Odeon TV sul finire degli anni'80 per la regia di Massimo Martelli è stato un programma satirico di grande successo e di cui molti, soprattutto delle generazioni appartenenti agli anni '70, ne conservano ricordi più o meno vaghi.

 

Era il famoso "cabaret", una trasmissione in cui venivano rappresentati sketch esilaranti e surreali sul tema delle pratiche sportive. I nomi che hanno partecipato a questa esperienza televisiva sono attualmente personaggi che da allora hanno implementato in maniera vertiginosa il loro successo. In ordine sparso cito Enzo Iacchetti, Vito, Giobbe Covatta, Stefano Sarcinelli, Francesco Paolantoni, Claudio Bisio, Stefano Nosei ed altri ancora...


Erano gli anno in cui Odeon Tv, nata dalle ceneri di Euro TV nel 1987 ad opera del proprietario della Parmalat Calisto Tanzi (esattamente proprio lui...), si era posta l'obiettivo dichiarato di inserirsi stabilmente nel sistema televisivo italiano, sfidando il duopolio di RAI e Fininvest attraverso un circuito pioggia di 20 emittenti locali, alle quali venivano lasciate fasce di autonomia (come l'informazione serale) e costruendo un palinsesto di 8 ore di programmazione al giorno che le coinvolgesse interamente a copertura della quasi totalità della Penisola.


Nonostante le ambizioni del primo e dei successivi editori il progetto non è mai decollato, ma ha lanciato molti personaggi di successo e creato diversi format.


Oltre al già citato Fiori di Zucca grande successo ebbe anche la trasmissione Forza Italia condotta da Fabio Fazio con Walter Zenga e Roberta Termali (inviate speciali erano le due allora sconosciute Antonella Clerici e Cristina Parodi), lo spettacolo di punta Villaggio Party condotto appunto da Paolo Villaggio. Rubrica sul basket di Guido Bagatta e Dino Meneghin, ed Alessandro Ippolito, che ideando il format Barzellette ha dato vita ad una sorta di antenato de "La sai l'ultima?". L'esordio da conduttrici di Mara Venier e Barbara D'Urso, personaggi come Gianfranco Funari, Luciano Rispoli, e tanti altri che hanno segnato un periodo di grandi investimenti per l'emittente. Mi piace ricordare anche i Bruttissimi di Odeon, una serie di B-movies rivisti in chiave "cult" come risposta e, volendo, "presa in giro" dei Bellissimi di Retequattro....


Ma Fiori di Zucca è stata veramente una trasmissione che ha unito un numero di attori comici di grandi qualità e anche Zola Predosa ha fatto parte di alcune riprese girate da loro.


Zola Predosa e precisamente la Via su cui è presente il podere Zola Piccola ed i suoi campi limitrofi sono stati protagonisti assieme ad Enzo Iacchetti di alcuni filmati. Uno è stato rintracciato e lo inseriamo a fondo pagina, grazie al video caricato su Youtube dall'utente af4029.


Il video è stato inserito integralmente e presenta un numero di episodi che vale la pena rivedere per potersi godere tutte le gag presenti.


In specifico quella girata su Via Madonna prati, attraversando i campi di Zola Piccola presenta un giovane Enzo Iacchetti ciclista molto carico e motivato che si vede superare da un ragazzino della zona con un'improponibile bicicletta verde.


Oltre alla scena molto carina e divertente, per me e per tutti noi di Zola Piccola ed immagino anche per tutti gli amici che l'hanno conosciuto è presente anche una nota particolare. Sono ormai passati diversi anni dalla sua dipartita, ma quell'abbaiata fuori campo all'inizio è inconfondibile: è quella del nostro vecchio Dick, protagonista in quegli anni su quei territori e per sempre nostro grande indimenticabile amico.

 

Nelle foto in alto a sinistra il logo di ODEON TV e una foto tratta dalla sigla di Fiori di Zucca.

Qui sotto il video tratto dalla trasmissione Fiori di Zucca

 
 
19/11/2013
Il mito della Golden Age olandese
 

di Emanuele Martignoni

 

 

 

"La ragazza con l'orecchino di perla è diventata una pop star. Ai fan accorsi per vederla al museo, un inviato chiede: - Perché siete qui? -. Tutti rispondono: - Per lei -."


Così inizia un articolo di Gabriele Romagnoli, inviato di "Repubblica" a New York per presentare la mostra di Jan Vermeer attualmente negli States e da febbraio 2014 proprio qui a Bologna.


Facciamo un passo indietro: il 28 Febbraio 2013 la Fondazione Carisbo annuncia che dall'8 febbraio al 25 maggio 2014 Bologna ospiterà la mostra "Da Vermeer a Rembrandt. Il mito della Golden Age, capolavori dal Mauritshuis". L'occasione è offerta dalla chiusura per restauro della Galleria Reale Mauritshuis de L'Aja e permetterà agli organizzatori di esporre anche la celeberrima "Ragazza con l'orecchino di perla" di Jan Vermeer...."


Quindi a Bologna, precisamente a Palazzo Fava dall' 8 febbraio al 25 maggio 2014 sarà possibile ammirare il capolavoro di Vermeer affiancato da Diana e le sue ninfe, altro grande olio del Maestro. E ancora, ben quattro dipinti di Rembrandt e poi Frans Hals, Ter Borch, Claesz, Van Goyen, Van Honthorst, Hobbema, Van Ruisdael, Steen, ovvero tutti i massimi protagonisti della Golden Age – l'età d'oro del ‘600 - dell'arte olandese.


Si è accennato all'occasione che ha portato una mostra di tale valore a Bologna, ossia la chiusura per restauro della Galleria Reale Mauritshuis de L'Aja , le cui opere nel frattempo sono state collocate in parte presso il Gemeentemuseum, sempre a L'Aja, "mentre un nucleo, forse il più strepitoso, è stato concesso ad alcune sedi internazionali in Giappone (a Tokyo e Kobe) e negli Stati Uniti: il Fine Arts Museum di San Francisco, l'High Museum of Art di Atlanta e la Frick Collection di New York, ovvero a istituzioni di assoluto prestigio mondiale. Come unica sede europea, e ultima prima del definitivo ritorno de "La ragazza con l'orecchino di perla" al suo Museo rinnovato, la scelta è caduta su Bologna e su Palazzo Fava". (Genus Bononiae).
Infatti, successivamente al soggiorno bolognese, il quadro tornerà in Olanda, in tempo per la riapertura del Mauritshuis nel giugno dello stesso 2014, e da lì mai più si sposterà.

Inutile dire che questo risultato riempie di orgoglio e gioia tutta la Città di Bologna ed il suo Territorio, dagli organizzatori ai cittadini e a tutti coloro che amano l'Arte.


La Ragazza con il turbante, più nota come La ragazza con l'orecchino di perla (con la Gioconda di Leonardo e L'urlo di Munch, è unanimemente riconosciuta come una delle tre opere d'arte più note, amate e riprodotte al mondo) evoca bellezza e mistero e il suo volto da cinque secoli continua ad ammaliare coloro che l'ammirano dal vero o lo scoprono attraverso il romanzo di Tracy Chevalier o il film tratto dallo stesso per la regia di Peter Webber.


Ponendo l'attenzione invece sull'autore dell'opera, è curioso scoprire che il reale valore artistico di Vermeer è riconosciuto estremamente tardi, verso fine ‘800.


Così ne scrive il Professor Francesco Morante sul suo bel sito "Storia dell'Arte" dedicato agli studenti del Liceo Artistico Statale di Benevento:
".....Precedentemente si guardava a Vermeer più con curiosità che con interesse: ciò per il fatto che si riteneva che i suoi quadri nascessero grazie all'uso della «camera ottica».

.....(Nelle sue opere, ndr)... la luce ha sempre una provenienza precisa: in genere una finestra collocata sul lato sinistro....È proprio la luce uno degli ingredienti più preziosi dei quadri di Vermeer: è come se avesse una sua palpabile consistenza che tocca le cose e le rende vive.
In ciò vi è tutta la tradizione della pittura fiamminga e olandese a partire dal XV secolo in poi, ma in Vermeer la ricerca di una perfezione naturalistica raggiunge limiti non più superabili: oltre vi è solo la fotografia ottenuta con mezzi meccanici. Per questo la sua pittura dovette apparire poco affascinante al tempo: era come entrare in una strada senza più vie d'uscite.
Oggi, invece, l'arte di Vermeer, non solo rimane come l'immagine più vera e profonda di un tempo storico, ma nella sua apparente semplicità e obiettività è la rappresentazione cristallizzata di un «fare» inteso come religiosa attitudine dell'essere umano in rapporto al senso della vita."

 

La Mostra, promossa in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio, Museo nella Città , Linea d'Ombra, Genus Bononiae, main sponsor il Gruppo Segafredo Zanetti e con il Museo Mauritshuis de L'Aja è a cura di:
Marco Goldin, Emilie E.S. Gordenker , Quentin Buvelot , Ariane van Suchtelen , Lea van der Vinde.

 

Data l'eccezionalità dell'evento, la mostra sarà quasi interamente resa prenotabile.
Apertura prenotazioni 11 novembre 2013.
Per informazioni +39 0422 429999
www.lineadombra.it

 

La sera di lunedì 11 novembre, ad 8 ore dall'apertura della prevendita dei biglietti, erano 15.000 le prenotazioni effettuate, testimonianza dell'interesse per il capolavoro di Vermeer.

 

Scrive Stefano Biolchini su "Il Sole 24 Ore"
A tre mesi dall'inizio della rassegna, nel primo giorno di apertura delle prenotazioni, ai call center sono arrivate in solo otto ore ben 15.000 richieste, "un fatto mai accaduto prima", dice Marco Goldin, patron di Linea d'ombra che produce l'atteso evento espositivo.
"Pur conoscendo le potenzialità di una mostra come questa - prosegue Goldin – e pur provenendo da tante mostre di straordinario successo organizzate da Linea d'ombra, sono sbalordito davanti a un tale impeto, e impatto, dell'entusiasmo della gente".


Ma vorrei chiudere questo collage di informazioni così come l'ho iniziato, ossia attraverso lo stesso articolo scritto a New York da Gabriele Romagnoli, di cui ho citato l'incipit e di cui ora cito la conclusione;


"....Poi finisce il mio turno. Prendo la metro. Torno a casa. Mi cambio. Vado a un concerto di Lang Lang. Esco. Cammino da solo in una notte fredda. E nella mente girano due immagini, due emozioni. Non è Scarlett Johansson il volto giusto. È Adele Exarchopoulos, la protagonista del film di Kechiche che ha vinto la Palma d'oro a Cannes. Le labbra dischiuse, lo sguardo che ti insegue. Siccome è negli occhi di chi guarda: per me è Adele. E non è la promessa di una passione, ma il suo riflesso. Una cosa che ti abita dentro comunque e dovunque: Oriente, New York, Bologna. Una volta. Mai più. E per sempre."

 

E per voi, chi è quella ragazza? 


In alto il dipinto ad olio realizzato tra il 1665 ed il 1666 da Johannes Vermeer
La Ragazza con il turbante, più nota come La ragazza con l'orecchino di perla.
( 44,5 X 39 centimetri).

 

 

 
 
14/11/2013
Matthias Forenbacher, fra Rock e Neorealismo.
 

di Emanuele Martignoni

 

È già passato più di un mese dall'arrivo di un giovane musicista, la cui spontanea simpatia l'ha fatto diventare da subito nostro amico, ed è un vero piacere inaugurare il BLOG di Zola Piccola con un pensiero dedicato a lui e alla sua musica.


Lui è Matthias Forenbacher, austriaco della bella Città di Graz, arrivato avventurosamente in Italia alla ricerca di sonorità da inserire nel suo nuovo album.


In realtà era diretto più a sud, ma per una serie di motivi dettati dal caso si è ritrovato nelle campagne bolognesi.

Dopo un'iniziale valutazione delle caratteristiche culturali di questo territorio certamente meno conosciuto rispetto ad altre località Italiane, dentro di lui ha iniziato a prendere consistenza l'ipotesi che probabilmente fosse proprio questa la zona in cui avrebbe trovato quel che stava cercando.


Questa sua ricerca ci ha subito coinvolto ed appassionato, anche perché credo che non vi sia niente di più nobile ed entusiasmante che girare il mondo alla ricerca delle tradizioni e del folklore altrui per produrre operazioni di contaminazione culturale e coniugare le varie forme del "bello" definendo quei contenuti che sono poi così simili ad ogni latitudine.


Il suo obbiettivo specifico era introdurre nelle sue nuove melodie l'impronta tipica delle Bande italiane di paese o, ancora meglio, i cori tradizionali delle Mondine, fattori che si sarebbero dovuti inserire all'interno delle sue canzoni creando segmenti musicali (precedentemente masterizzati semplicemente con la chitarra) capaci di ricreare una caratterizzazione neorealista rigorosamente Lo-fi, cifra stilistica adottata per raccontare l'Europa contemporanea e le sue radici e per fare emergere la realtà direttamente nella produzione artistica senza alcuna finzione scenica.


Infatti soprattutto le Mondine sono state una sua ispirazione importante nello sviluppo del progetto, anche grazie al film "Riso amaro" (1949) di Giuseppe De Santis, regista e sceneggiatore, fra i padri fondatori del Neorealismo italiano del dopoguerra.


Sono stati coinvolti molti Soggetti in questa ricerca di collaborazione musicale, grazie soprattutto allo IAT Colli Bolognesi, come ad esempio il Maestro Marco Raspanti.


Ma anche da parte nostra si è cercato di contribuire a questo appassionante lavoro e abbiamo provato ad attivare un po' di contatti.

Approfittiamo di queste righe anche per ringraziare tutti quelli che abbiamo coinvolto, nei territori di Bologna, Zola Predosa, Nonantola, Pian del Voglio, Monzuno.... Fra tutti una particolare menzione va al coro delle Mondine di Nonantola, veramente commoventi per dedizione e spirito. In più citiamo la diretta collaborazione di una musicista zolese che da tempo aveva appeso la chitarra al chiodo e che per l'occasione si è rimessa in gioco, ma non diremo di chi si tratta per creare un po' di mistero...


La ricerca è stata comunque difficoltosa ed articolata ed è tutt'ora in divenire, ma appena sarà disponibile il nuovo album frutto di questa operazione saremo felici di poter condividere tutte le informazioni a riguardo attraverso il nostro BLOG.


Intanto domani sera Matthias Forenbacher sarà in concerto.
"Live at Styrianstylez Festival" accompagnato dal gruppo "The Broken Aj-Phones". (http://www.styrianstylez.at/2013/), e noi saremo lì con lo spirito, e per un po' sogneremo una bella serata austriaca bagnata da ottima birra sulle note delle sue ballate folk-rock.

 

Si possono trovare su youtube diversi live di Matthias Forenbacher, in cui attraverso la sua chitarra e armonica, accompagnato da contrabbasso e violino, suona le sue melodie riuscendo a creare un'atmosfera veramente unica.


Good luck Matthias!

 

 
 
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